Bnl sottoscrive il minibond Sigit

Sigit, Società Italiana Gomma Industriale Torino - e' una azienda che opera nella componentistica in plastica e gomma per auto ed elettrodomestici, ha lanciato sul mercato ExtraMOT PRO di Borsa Italiana un “minibond” da 6 milioni di euro, con rimborso in 5 anni ed una cedola fissa del 6,25%.  

Il Fondo “BNP Paribas Bond PMI Italia”, gestito da BNP Paribas Investment Partner SGR, ha sottoscritto l’80% dell’obbligazione, realizzando così il suo primo investimento dopo il closing da 56 milioni di euro dello scorso agosto. 

A BNL il restante 20% dell’emissione. La Banca è arranger dell’operazione anche mediante la propria Divisione “BNPP-BNL Corporate & Investment Banking Italia”. 

«Il lancio e lo sviluppo del Fondo – ha commentato Paolo Alberto De Angelis, Vice Direttore Generale di BNL e Responsabile della Divisione Corporate – nasce dalla volontà di aiutare le aziende italiane, in modo concreto e qualificato, a diversificare le fonti di finanziamento per le proprie esigenze di investimento e crescita. BNL e il Gruppo BNP Paribas ampliano la gamma dei prodotti e servizi a favore del sistema imprenditoriale italiano, per essere al fianco di quelle realtà produttive che rappresentano, anche a livello internazionale, l’energia e la qualità del Made in Italy». 

Negli ultimi anni il Gruppo SIGIT ha intrapreso un trend di crescita - attraverso acquisizioni e aperture di nuovi stabilimenti produttivi - ed ha ulteriormente intensificato l’attenzione e la vicinanza ai clienti finali. 

A partire dal 2011, il Gruppo ha sviluppato un ambizioso programma di investimenti di oltre 25 milioni di euro (di cui 15 già effettuati) sia con risorse interne e finanziamenti bancari sia con il supporto di Simest S.p.A. e l’accesso al mercato dei capitali, finalizzato ad implementare soprattutto l’internazionalizzazione del Gruppo. 

In particolare il piano investimenti per gli anni 2014/2015 prevede la costruzione e l’avvio produttivo di uno stabilimento in Marocco e l’ampliamento della capacità produttiva in Polonia, in Russia e in Italia, con investimenti superiori ai 10 milioni di euro. 

La Stampa

Padoan - 22 nuovi minibond negli ultimi due mesi

(ASCA) - Roma, 28 ago 2014 - Negli ultimi due mesi 22 piccole e medie imprese hanno emesso mini bond per un valore pari complessivamente a circa 1 miliardo con operazioni che vanno da un minimo di 5 milioni di euro ad un massimo di 200 milioni di euro. Un risultato definito ''importante'' dal ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. Lo strumento dei mini bond, sottolinea il Mef, ''e' ormai decollato e diventa sempre piu' diffuso tra le piccole e medie imprese che intendono accedere al mercato per reperire risorse di finanziamento in alternativa al credito bancario''. Notevole impulso ai mini bond, ricorda il Dicastero, e' stato dato dalle norme introdotte nel D.L. Competitivita' (tra cui un regime fiscale vantaggioso) e dalle misure attuative di precedenti provvedimenti, di recente adottate. Il potenziamento dei mini bond rientra nella missione ''Finanza per la Crescita' voluta dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, per rafforzare e diversificare gli strumenti di finanziamento delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, e favorire cosi' il rilancio degli investimenti. '''Le nuove misure adottate dal governo per favorire il ricorso ai bond - ha spiegato il ministro Padoan - stanno dando risultati importanti, dimostrandosi uno strumento appetibile e di sostegno alle pmi in un contesto macroeconomico non facile. Abbiamo intenzione di portare questa esperienza all'attenzione dei partner europei in occasione dell'Ecofin informale di Milano a settembre''.

Investimento in mini bond dei fondi e delle casse di previdenza

Il 30 luglio a Montecitorio é stata presentata la relazione sulle iniziative per l utilizzo del risparmio previdenziale complementare a sostegno dello sviluppo dell economia reale italiana.

Nel documento vengono identificate delle possibili azioni volte ad agevolare l investimento da parte di questi investitori istituzionali a sostegno della crescita del paese. Tra questo si legge : 

 "Per ipotizzare forme di investimenti in fondi specializzati in investimenti a sostegno dell'economia reale l'articolo 6 del D.Lgs. 252/2005, relativo alle forme di gestione del risparmio, potrebbe essere modificato, aggiungendo dopo lettere da a) ad e) del comma 1 ulteriori previsioni che oltre alle convenzioni con le banche, le imprese assicurative, le società di gestione del risparmio ovvero la sottoscri-zione o acquisizione di azioni o quote di società immobiliari o di fondi comuni di investimento mobiliare chiusi, prevedano tra le forme di impiego anche:

investimenti diretti in strumenti finanziari specializzati per il sostegno allo sviluppo, segnatamente in alcuni degli strumenti inno-vativi per lo sviluppo dell'economia (covered bonds, mini bond), particolarmente a sostegno della PMI .....". Il documento prosegue menzionando anche l importanza di agevolare anche gli investimenti nel capitale delle PMI.

Questa iniziativa, se portata a termine, consentirá di destinare alle PMI italiane una importante fonte di finanziamento già esistente per le aziende di altri paesi. La CONSOB infatti ha rilevato come il peso degli investitori istituzionali domestici sulla capitalizzazione delle societá italiane quotate sia inferiore all'8% mentre è del 30% nel Regno Unito.

 

Decolla il mercato dei minibond, a luglio boom di emissioni.

 

Decolla il mercato dei minibond, a luglio boom di emissioni da La Stampa

31/07/2014  

Un luglio da record per il mercato dei minibond, che a un anno dal debutto ha superato i 500 milioni di euro e punta ad espandersi sempre di più. Il picco nel mese di luglioquando sul segmento ExtraMOT PRO hanno esordito 16 società, per un valore complessivo di quasi 300 milioni di euro .

Sulla spinta normativa del Decreto Sviluppo varato nel 2012 dal governo Monti, aumenta il numero degli imprenditori che hanno scelto lo strumento alternativo dei MiniBond per raccogliere le risorse finanziarie, a medio e lungo termine, necessarie a sostenere piani di crescita o di espansione, anche in ottica internazionale, sfruttando un regime fiscale e civilistico più favorevole. Dodici mesi fa la prima emissione è stata quella della Caar di Orbassano, attiva nel settore automotive, aerospaziale e ferroviario. Oggi, a fare il suo ingresso nel nuovo listino con un’obbligazione da 3 milioni di euro è Mpg Manifattura Plastica SpA di Gallarate (Varese), specializzata nella produzione di imballaggi in plastica per uso alimentare.

La platea 

Sono oltre 10.000 le società di capitali italiane che presentano le caratteristiche potenziali – un fatturato o attivo pari o superiore ai 2 milioni di euro, un organico superiore alle 10 unità ed un solido bilancio – per poter accedere all’ExtraMOT PRO. Se nella prima parte dell’anno il mercato ha reagito con una certa cautela, l’alto numero di collocamenti in Borsa nel periodo più recente dimostra l’inversione di tendenza e la crescente consapevolezza, in particolare delle PMI, delle opportunità offerte dai MiniBond per accedere a una più ampia platea di soggetti finanziatori (compagnie assicurative, fondi di credito, società di cartolarizzazione e investitori professionali), allineandosi così al resto d’Europa. In uno scenario in cui la dipendenza dal sistema bancario sfiora il 92 per cento contro il 30 per cento degli Stati Uniti, queste obbligazioni rappresentano una soluzione che può ridare ossigeno alle imprese italiane, vista la prolungata difficoltà ad accedere al tradizionale circuito dell’intermediazione creditizia. 

Il futuro 

«Il positivo andamento dei mercati obbligazionari dei paesi periferici ha permesso alle emissioni di MiniBond di beneficiare di una progressiva diminuzione di tassi cedolari», spiega Gerardo Murano Head of Financial Analysis di Adb, società di consulenza finanziaria torinese. 

 

Minibond e investitori istituzionali

Minibond

Incontro tra imprenditori, assicurazioni e fondi pensione sul campo dei minibond.

Il convegno tenuto presso confindustria a Roma il 4 marzo 2014 sul tema dei minibond, ha consentito un primo confronto tra imprese che hanno bisogno di forme di finanziamento alternative rispetto al debito bancario e investitori istituzionali che nella propria missione hanno l'attività di investimento delle somme ricevute in anticipo rispetto ai danni - per le assicurazioni - o delle quote di contributi ricevute in gestione - per i fondi pensione.

In un momento in cui il sistema bancario e' in ritirata, a causa sia di una massa imponente di crediti in sofferenza - oltre 150 miliardi - sia di norme di erogazione del credito più restrittive per effetto delle norme di Basilea, i minibond possono diventare una forma alternativa di finanziamento per le imprese ma anche una alternativa di investimento nell'ambito della asset allocation di questi soggetti.

Assicurazioni e fondi pensione lamentano tuttavia la loro difficoltá nella valutazione del merito del credito dei soggetti che richiedono i finanziamenti e necessitano quindi del supporto di soggetti specializzati nella valutazione in oggetto.

Una serie di fondi dedicati ai minibond sono nati recentemente e sono per lo piu in fase di raccolta dei capitali, con l'obiettivo di investire i fondi raccolti da investitori istituzionali in questi strumenti emessi, sotto la loro regia dalla piccola e media impresa.

Le PMI, ma anche imprese di dimensioni maggiori ma non ancora quotate in borsa, possono avvalersi dell'opportunità di emettere titoli del genere, da quotare eventualmente presso il mercato ExtraMot-PRO destinato agli investitori istituzionali.

Un mercato ancora molto giovane quello dei minibond ma, visti gli interessi speculari degli imprenditori e di alcuni investitori istituzionali, con il potenziale di ridurre sul serio la dipendenza delle imprese italiane dal sistema bancario.

L'impresa che decidesse di emettere minibond potrebbe: 

- beneficiare della deducibilità degli interessi passivi in misura analoga a quella consentita  alle società quotate, 

- aumentare l anzianita' media del proprio debito, un altra criticita' dell'impresa italiana e' infatti l'eccessiva esposizione delle aziende verso finanziamenti a breve, 

- ridurre la propria posizione debitoria in centrale rischi, il debito privato non e' ricompreso nel debito monitorato dalla centrale, 

- diversificare le fonti di finanziamento, e contemporaneamente mostrare all'esterno una maggiore affidabilità' e trasparenza pur non essendo quotata. 

L'altra faccia della medaglia mostra un costo medio di questa forma di debito ancora abbastanza elevato (si sono registrate emissioni intorno al 6%, forse anche a causa ancora di un certo scetticismo verso lo strumento), il costo dei consulenti dell'operazione e della emissione e mantenimento del rating insieme ad alcuni adempimenti seppur ridotti rispetto alla quotazione in borsa.

Finanziare la crescita

Molti lettori del sito ci hanno chiesto un supporto per il finanziamento di loro progetti di sviluppo.

Gran parte delle iniziative o delle aziende che hanno fatto questa richiesta non rientra peró nei parametri di applicazione dello strumento minibond.

Ci siamo dunque chiesti se le aziende che in questo periodo hanno la forza o la volontà di crescere non siano quelle più piccole molto legate all'imprenditore piuttosto che quelle più grandi, gestite da manager.

Il messaggio che ne traiamo in ogni caso é positivo : la piccola azienda italiana, struttura portante della nostra economia è ancora viva !

A settembre lanceremo pertanto una nuova iniziativa focalizzata sul finanziamento della crescita delle PMI.

 

Approvato il decreto Destinazione Italia. MiniBond pronti al decollo

 

Il decreto Destinazione Italia completa il percorso deldecreto Sviluppo sul tema delle emissioni obbligazionarie PMI. “L’approvazione del decreto Destinazione Italia era sicuramente una tappa fondamentale per lo sviluppo di questo mercato – spiega Mario Bottero, MiniBond Specialist di ADB, advisor del Fondo Progetto MiniBond Italia gestito da Zenit SGR – c’era fortissima attesa da parte degli operatori istituzionali verso queste facilitazioni che, a nostro avviso, saranno un volano per l’attrazione di capitali italiani ed esteri verso il tessuto imprenditoriale delle PMI.” Un primo ambito di intervento introduce anche per le obbligazioni PMI l’applicazione opzionale dell’Imposta Sostitutiva (0,25%) sulle garanzie, indirizzando gli investitori verso forme di investimento più sicure e permettendo alle imprese emittenti di finanziarsi a tassi più contenuti. Inoltre Destinazione Italia ambisce ad ampliare la platea di operatori istituzionali, con una particolare attenzione verso i Fondi Pensione e le Assicurazioni. Per queste ultime il decreto prevede che “gli investimenti diretti in obbligazioni, in titoli di cartolarizzazione o in quote di fondi che investono in obbligazioni PMI saranno compatibili con le disposizioni in materia di copertura delle Riserve Tecniche delle Assicurazioni e dei limiti di investimento dei Fondi Pensione”. Il decreto fornisce un’ulteriore spinta alla formazione dei Credit Funds e Fondi di Investimento riservati a investitori qualificati dedicati alla sottoscrizione di obbligazioni PMI, consentendo la disapplicazione della ritenuta del 20% sui proventi corrisposti dai titoli anche non quotati ai fondi d’investimento. Altrettanto rilevanti le modifiche in materia di cartolarizzazioni dei MiniBond, che da una parte potrebbero consentire (lato Banca) di  usare le emissioni per operazioni di rifinanziamento presso la BCE e dall’altra permetterebbero di superare il problema della scarsa liquidità delle singole emissioni.
Per ADB SpA e Zenit SGR, il decreto “Destinazione Italia” contribuisce ulteriormente a semplificare e agevolare, il processo di emissione delle PMI italiane.

Minibond: Gpi emette obbligazioni a 5 anni per 12 mln, tasso al 5,5%

Milano, 20 dic - Gpi Spa, societa' trentina specializzata in soluzioni e servizi per i settori sanita' e sociale, ha lanciato un programma di emissione di minibond a 5 anni per 12 milioni di euro al tasso fisso del 5,5%. Il primo periodo di offerta del bond, che e' rivolto a investitori istituzionali, si e' concluso ieri con la sottoscrizione di titoli per un controvalore di quasi 4 milioni di euro. Un secondo periodo di offerta partira' il 13 gennaio e durera' fino alla fine di marzo. Gpi e' stata assistita nell'emissione da Finanziaria Internazionale Securitisation Group, societa' del gruppo Finint. Con i proventi dell'emissione, Gpi intende procedere nel suo programma di espansione sul mercato domestico, sia mediante il completamento della gamma di prodotti e l'acquisizione di quote di mercato, sia sui mercati esteri attraverso l'internazionalizzazione dell'offerta commerciale in paesi considerati strategici come il Brasile e la Polonia. 

BANCA MPS E CONFINDUSTRIA LANCIANO I "MINIBOND"

Siena, 10 Dicembre 2013 – “Minibond per il finanziamento dell’impresa”, questo il titolo del convegno nato dalla collaborazione tra le Associazioni degli Industriali di Arezzo, Grosseto e Siena,  e Banca Monte dei Paschi di Siena che si è tenuto ieri presso la sede diConfindustria Siena

Alla presenza di una nutrita platea di imprenditori, i relatori hanno potuto confrontarsi con i partecipanti sulle caratteristiche dei Minibond, uno strumento innovativo nel panorama del credito e che sta affermandosi come una valida fonte di finanziamento alternativa nei confronti delle imprese non quotate. 

All’incontro hanno preso parte Paolo Campinoti, presidente Confindustria Siena, Fabrizio Viola, amministratore delegato di BMps, collegato in videoconferenza, Mario Salvestronipresidente Confindustria Grosseto e delegato Confindustria sul tema dei Minibond, Andrea Fabianelli presidente degli industriali di Arezzo, Carmine Mancini, vicedirettore generale Mps Capital Services e Gabriele Gori, responsabile area corporate di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Lo strumento per la raccolta di liquidità che Banca Monte dei Paschi di Siena, per prima sul mercato italiano, ha lanciato con FININT e Confindustria è stato studiato come risposta concreta all’accresciuto fabbisogno di disponibilità finanziaria espresso da parte delle piccole e medie imprese del nostro Paese. 

Per Banca Monte dei Paschi l’appuntamento che si è svolto a Siena ha rappresentato un’ulteriore tappa del ciclo di incontri che la Banca sta promuovendo capillarmente su tutto il territorio italiano con il preciso intento di far conoscere alle imprese questa nuova ed ulteriore opportunità di finanziamento per lo sviluppo e, al tempo stesso, dare la testimonianza del suo immutato ruolo di banca di riferimento.

“Senza adeguate disponibilità finanziarie le piccole e medie imprese italiane non potrebbero dare seguito ai progetti di crescita e rafforzamento sul mercato”.osserva Fabrizio Viola, amministratore delegato di BMps. “Tali risorse sono oggi reperibili attraverso un nuovo strumento, i Minibond, soluzione che Banca Monte dei Paschi di Siena ha individuato per prima nel panorama delle banche italiane. I Minibond rispondono all’esigenza di diversificazione delle fonti di finanziamento aziendale e consentono alle Pmi di raggiungere un miglior equilibrio nella liquidità. Il Fondo di minibond è una delle migliori occasioni che banche e imprese hanno per costruire, insieme, le opportunità per un futuro più sostenibile e proficuo”. 

“L'opportunità che Confindustria ha voluto cogliere anche con questo appuntamento - ha sottolineato Paolo Campinoti, presidente di Confindustria Siena - è quella di favorire nuove opportunità di finanziamento al sistema delle imprese in un momento dove proprio la rarefazione del credito va ad aggravare difficoltà dovute al contesto di crisi strutturale sempre più complicato”.

“Si tratta di un’operazione di sistema – ha commentato Mario Salvestroni, presidente di Confindustria Grosseto - che favorisce in sostanza la destinazione del risparmio italiano verso le attività produttive del Paese per accrescerne la competitività sui mercati”.

“Confindustria – ha confermato quindi Andrea Fabianelli, presidente di Confindustria Arezzo – ha intendeso così assumere anche un ruolo concreto di partner nella promozione dell’iniziativa a beneficio delle imprese e quindi del sistema produttivo del Paese”.

Il progetto arricchisce quindi l’offerta di forme di finanziamento alternative al credito bancario in favore di una disintermediazione “intelligente” e grazie a questa iniziativa, la prima in Italia a carattere nazionale dedicata alle Pmi, Banca Monte dei Paschi di Siena, con la collaborazione di Finanziaria Internazionale e di Confindustria, coglie così l'opportunità tracciata dal nuovo quadro normativo introdotto dalla legge 134 del 2012, che ha posto le basi per l’emissione, da parte delle imprese non quotate, di titoli di debito, obbligazioni (i cosiddetti Minibond) e cambiali finanziarie, e rafforza il proprio ruolo di banca di riferimento proponendo un servizio ad alto valore aggiunto.

Il Fondo Minibond è un fondo di tipo chiuso e riservato ad investitori qualificati e investirà in questi strumenti emessi da Pmi residenti in Italia con dimensioni inizialmente comprese tra i 100 e i 150 milioni di euro. BMps fornirà anche assistenza al cliente in tutte le fasi, dall’emissione del titolo al suo collocamento, fino al reperimento dell’interesse da parte di investitori professionali, con disponibilità elevate di liquidità e orizzonti d’investimento di medio lungo periodo. Il Fondo consente infine alle imprese di migliorare i profili di rischio/rendimento attraverso un’adeguata diversificazione, facilitando la capacità di accesso all’ampia rete di potenziali futuri investitori domestici e internazionali che potranno essere reperiti da BMps e Finint.

In questo quadro, Mps Capital Services banca per le imprese ricoprirà il ruolo di advisor delle imprese emittenti, accompagnandole nell’attività necessaria per l’accesso al Fondo.

I minibond nel convegno dell'Universita La sapienza

Giovedi 12 dicembre la facoltà di economia dell'Universita la Sapienza di Roma ha organizzato un convegno sui minibond dal titolo MINIBOND, Opportunità di sviluppo per le PMI Italiane.

Al convegno hanno partecipato sia dei professori universitari di management che rappresentanti di società sponsor e investitori in minibond.

Si è discusso dei benefici fiscali dei minibond rispetto ad altre forme di finanziamento, del costo delle operazioni di emissioni di minibond e del ruolo dei diversi operatori nel processo di emissione oltre che delle tipologie di investimenti che possono essere finanziati tramite questo strumento e della differenza con le cambiali finanziarie.

Un mercato ancora piccolo ma con grosse opportunità quello delle emissioni di minibond ed il cui sviluppo è strettamente legato alla costituzione di fondi di investimento specializzati. Al momento infatti gli investitori istituzionali stanno sottoscrivendo quote di minibond tramite le risorse deii fondi obbligazionari già esistenti i quali però possono investire solo porzioni limitate delle proprie risorse (sotto il 10%) in questi strumenti.

Come riportato nella sezione minibond.it/i-fondi-che-investono-in-minibond/ sono stati avviati diversi fondi che sono tuttavia ancora in fase di raccoltà. 

I minibond oggetto di discussione alla XLV Giornata del credito

SI è tenuta a Roma il 4 dicembre presso la sede dell'ABI la XLV giornata del credito organizzata dalla Associazione Nazionale per lo Studio dei problemi del Credito.

La giornata era focalizzata sul tema del finanziamento del processo di internazionalizzazione delle imprese italiane.

Tra le forme di finanziamento su cui è stata posta la maggiore attenzione, i MiniBond, è stata infatti segnalata come strumento alternativo di finanziamento sia dal direttore generale dell'ABI che dal rappresentante di Confindustria oltre che oggetto di discussione tra gli imprenditori e rappresentanti del credito presenti in aula.

Ed in effetti sebbene lo strumento sia solo agli inizi è considerato con attenzione non solo dagli imprenditori, desiderosi di ridurre la loro dipendenza dal sistema bancario, ma anche dallo stesso sistema bancario che desidera ridurre il livello di esposizione delle imprese nei loro confronti. Le imprese italiane è stato ricordato sono finanziate per oltre il 90% dal sistema bancario contro un 60% di altri paesi occidentali.

Per questi motivi e con questi obiettivi stanno nascendo dei fondi di investimento dedicati la maggior parte dei quali sono però ancora in fase di raccolta e non hanno ancora iniziato a sottoscrivere quote di minibond.

Al convegno è intervenuto il portavoce del presidente del consiglio che ha segnalato che per incentivare l'utilizzo di questo strumento sono state introdotte nella legge di stabilità ulteriori norme agevolative.

Hedge Invest: lancia CrescItalia Pmi Fund, investira' in mini-bond

Hedge Invest punta sul comparto dei mini-bond. Il gruppo di gestione del risparmio ha lanciato oggi a Milano il suo ultimo prodotto, CrescItalia Pmi Fund, un fondo concentrato esclusivamente nella sottoscrizione di mini bond emessi da Pmi italiane, con un taglio compreso tra 1 e 3 milioni di euro. Gia' presentato alle istituzioni e a potenziali investitori istituzionali che ne hanno apprezzato le peculiari caratteristiche, il fondo e' ora ufficialmente in fase di sottoscrizione e prevede di effettuare i primi investimenti a partire dal primo trimestre 2014. La politica di investimento del fondo e' focalizzata su obbligazioni senior e unsecured di Pmi italiane con scadenze a 5 o 7 anni. Le obbligazioni in portafoglio godranno di garanzia parziale, che potra' essere rilasciata o da Sace, gruppo assicurativo-finanziario con cui HI CrescItalia Pmi Fund ha firmato un accordo di collaborazione, o da altri garanti. Gli investimenti si concentrano su societa' di proprieta' privata, con un fatturato minimo di 7,5 mln, almeno 20 dipendenti, in attivita' da almeno 5 anni, con progetti tesi all'internazionalizzazione e all'innovazione e aventi rating investment grade, emesso da Crif Rating Agency.

Minibond, Wise Sgr lancia fondo investimento in debito Pmi italiane

Wise Sgr, società specializzata nella gestione di fondi chiusi di private equity focalizzati su società medio piccole soprattutto italiane, ha annunciato la nascita di un nuovo fondo finalizzato ad investimenti in strumenti di debito delle Pmi italiane.

Il fondo - denominato Wise Private Debt - sarà di tipo chiuso e riservato ad investitori istituzionali, con una dimensione 'target' di 250 milioni di euro e un periodo di raccolta di 18 mesi.

Il fondo, di durata pari a 7 anni, investirà in emissioni da 10-20 milioni ciascuna, della durata compresa tra 18 mesi e 5-6 anni. Gli emittenti interessati saranno aziende con un margine operativo lordo tra 3 e 15 milioni e una strategia di crescita esterna e con l'obiettivo di espandersi all'estero. Il rendimento netto previsto è pari almeno all'8%.

Come spiegato in una conferenza stampa da Paolo Gambarini, uno dei partner di Wise Sgr, la strategia è di diventare l'unico investitore nel debito dell'azienda, sottoscrivendo interamente l'obbligazione e detenendo lo strumento fino a scadenza. L'obiettivo - prosegue Gambarini - è di sottoscrivere obbligazioni con un accordo di convertibilità in azioni, che tuttavia scatterebbe solo in caso di difficoltà dell'azienda.

Crisi:finanza italiana banco-centrica e con potenziali conflitti interesse

Carefin-Equita:serve avvicinare imprese a mercato capitali Milano, 21 nov - Per superare il credit crunch e dare all'economia reale gli strumenti necessari per affrontare la crisi e' necessario avvicinare le imprese al mercato dei capitali. E' quanto sostiene, in sintesi, uno studio realizzato da Carefin/Bocconi in collaborazione con Equita Sim e tema portante di un convegno tenutosi oggi a Milano "Il mercato dei capitali per le imprese italiane: una risorsa per il rilancio e la crescita del Paese". Rispetto ad altri paesi, spiega lo studio, il sistema finanziario italiano e' maggiormente banco-centrico e dominato da pochi campioni nazionali e soggetti con potenziali conflitti di interesse. Il settore dell'investment banking, che dovrebbe facilitare l'accesso per le imprese alle risorse necessarie allo sviluppo, per quanto gia' sottodimensionato si e' ulteriormente ritirato a seguito della crisi finanziaria lasciando scoperte per lo piu' imprese medio-piccole, che risultano meno appetibili dal momento che offrono limitate opportunita' di penetrazione dei prodotti di investment banking. 

Valanga di Minibond

Secondo Milano Finanza si affolla il comparto dei fondi di investimento dedicati alle obbligazioni delle pmi non quotate (minibond). Oltre 28 emissioni di minibond con le caratteristiche più diverse dalla grandi aziende non quotate nei settori delle costruzioni di infrastrutture (Salini) al più grande operatore italiano di facility management (Manutencoop) o al gestore di informazioni finanziarie Cerved ma anche piccole imprese che si preparano alla crescita.

Il risparmio gestito è pronto a finanziare le PMI

I nostri associati – ha affermato il Presidente Domenico Siniscalco in una recente intervista – sanno bene che i fondi di nuova generazione (Ucits) possono già detenere una quota fino al 10% di bond illiquidi delle PMI. Presto – aggiunge - avremo passi concreti. Ora che i mini bond finalmente ci sono è giusto aiutare il nostro sistema produttivo e mostrare che i fondi lavorano nell’interesse generale per connettere meglio risparmio e investimento.

Il presidente assogestioni al salone del risparmio

E' ormai corsa al private debt

Milano Finanza riporta una analisi di Prequin secondo cui il 42% degli investitori in private equity è anche esposto a bond, finanziamenti mezzanini e debito distress. La strada per l'avvio dei minibond, ma anche ad altri strumenti di debito non bancario sarebbe pertanto già aperta. 

Tra l'altro si segnala l'avvio di fondi dedicati ai minibond da parte di Duemme sgr (banca esperia), Tenax credit opportunity fund, Montepaschi, Bnl, Ver Capital ed altri

Laborfonds : Arrivano i Minibond

«La stretta del credito bancario è ormai un dato consolidato che coinvolge purtroppo anche le aziende del nostro territorio e che - conseguentemente - necessitano di individuare forme alternative di finanziamento al “canale tradizionale”», affermano i vertici Laborfonds. Le cifre parlano chiaro: il credito commerciale che le banche erogano alle imprese rappresenta in Italia oltre il 90% del finanziamento complessivo, contro il 25% degli Stati Uniti.